Imparare la Blockchain con AXA

10/11/17 16.38 / Di Alberto Giusti

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Assicurazioni su Blockchain

Dopo i diversi articoli che ho scritto sul tema blockchain, mi premeva metterti sotto gli occhi un caso pratico di applicazione della Blockchain. Per questo parliamo di Axa e del loro nuovo prodotto di nome Fizzy, che utilizza la rete blockchain Ethereum.

Molto interessante, anche se osservandolo mi viene da chiedermi:

“Ma la blockchain era proprio necessaria per effettuare questo genere di prodotto? Quanto è marketing, quanto sperimentazione e quanto posizionamento?”

Nonostante questi dubbi, mi sembra comunque un ottimo punto da chi partire per capire che cos’è uno smart contract e la sua possibile applicazione nel settore assicurativo. Per questo iniziamo partendo dalle definizioni per poi capire meglio il prodotto di per sé.

Definizioni semplificate prima di iniziare

Ti dico di partire dalle definizione, perché anche se hai già letto i miei articoli, con le definizioni un manager può capire quali sono i vantaggi di una tecnologia e quindi iniziare a capire se quei vantaggi siano in qualche modo soluzioni ad alcuni suoi “problemi”.

Partiamo quindi ragionando sulla definizione semplificata di blockchain:

“La Blockchain è un registro (tipo quello cartaceo ma digitale) che è distribuito ugualmente allo stesso modo tra tutti i nodi (computer in generale) che fanno parte della rete blockchain. Questi registri hanno un sistema di protezione delle informazioni difficilmente bypassabile. In questo modo è possibile verificare un’informazione, non più rivolgendosi ad una terza parte che detiene l’informazione originale (Es. istituzione), ma bensì partendo dall’assunto che quell’informazione è vera se è scritta in tutti i registri all’interno della rete...”.

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A questo, aggiungiamoci la definizione semplificata di smart contract (particolarmente importante con il caso di Axa):

“Gli smart contracts utilizzati sulla rete blockchain, sono particolari tipi di contratti che vengono scritti in linguaggio di codice. Nel particolare caso dei contratti assicurativi, potrebbero essere i contratti stessi trascritti in linguaggio di programmazione, in modo tale che l’attivazione di una particolare clausola del contratto si avrebbe in automatico nel caso in cui si verifichi una determinata condizione. Inoltre gli smart contract hanno il vantaggio di non dover essere interpretati da un perito o da una terza parte, ma la sua interpretazione è scritta (sotto forma di algoritmo) al momento in cui il contratto viene redatto...”

Partendo da queste due definizioni semplificate, che non vogliono scendere in tecnicismi, è possibile passare a capire il nuovo prodotto di Axa.

 

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Fizzy di Axa

Se parliamo di marketing e posizionamento, sicuramente in Axa ci sono riusciti, infatti non è da tutti diventare un modello di riferimento per comprendere cos’è e come utilizzare una particolare tecnologia, come in questo caso la blockchain.

Il prodotto assicurativo in questione è un’assicurazione pensata per i viaggiatori ed in particolare per chi è particolarmente sensibile agli eventuali ritardi aerei. Quello che Axa propone è di assicurarsi contro il ritardo dell’aeromobile e in particolare viene riconosciuto un risarcimento pari alla somma del biglietto se l’aereo è in ritardo più di due ore dall’orario previsto di partenza/arrivo.

Tutto questo poteva essere fatto semplicemente automatizzando il rimborso da un’applicazione o semplicemente facendo fare preventivamente l’assicurazione online e successivamente riconoscendo in automatico il rimborso, sul conto corrente dell’assicurato. Tutto attraverso canali digitali, senza inventare nulla…

Però Axa da Compagnia che vuole mantenere il primato nell’ambito dell’innovazione e nella classifica interbrand, ha deciso di sperimentare questo prodotto sulla blockchain, appoggiandosi ad una rete che si chiama Ethereum.

Ethereum è una particolare rete blockchain, composta da un gran numero di nodi (oltre 7 milioni di account), la quale ha una moneta propria (l’Ether) e sulla quale ci si può appoggiare i propri smart contract (come quello di Axa) per far automatizzare il processo di risarcimento successivamente ad una verifica (effettuata su tutti i nodi), che il volo sia stato effettivamente in ritardo e che il contratto sia realmente valido.

In particolare lo smart contract in questione, quello che fa è leggere l’orario del volo per il quale ci si è assicurati e verificare (nell’ora stabilita della partenza) che l’aereo sia effettivamente partito. Se così non fosse, fa partire una specie di conto alla rovescia, che passate le due  ore, se il volo ancora non fosse partito, inivierà un comando al wallet (portafoglio alias conto corrente) dove vi sono i soldi adibiti al pagamento dei sinistri, con l’ordine di trasferire denaro ( indennizzare ) il wallet dell’assicurato.  

Per ricapitolare ecco il video di presentazione del prodotto:

 

Conclusioni

Partendo da questo utilizzo che ne ha fatto Axa, ti potranno venire in mente altri 100 contesti nel quale può essere utilizzata la blockchain, ma ricordati delle definizioni e che può andare bene testare inizialmente per capire il funzionamento di questa nuova logica di distribuzione delle informazioni, ma quello che ti deve interessare è poi utilizzare la tecnologia per il suo vero scopo e cioè quello di rendere verificabili e condivise da tutti determinate informazioni informazioni.

La cosa che però mi incuriosisce di più è il capire perchè Axa non abbia aderito ancora all’associazione B3i… Interessante questione da approfondire e magari capire meglio anche cosa stiano facendo nel quartier generale della B3i a Londra.

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Se ti piacciono gli articoli che riguardano le ASSICURAZIONI SU BLOCKCHAIN, allora possiamo rimanere in contatto per i successivi o confrontarci con qualche tema specifico che ti interessa, qui o anche sulla mia pagina Linkedin.

A presto! Ciao!

Topics: Insurtech

Alberto Giusti

Scritto da Alberto Giusti

Con 20 anni di esperienza in ambito Digital, dopo una laurea in ingegneria gestionale, ha fondato Guanxi, una società presente in UK, CH e IT che si occupa di Digital Strategy e che nel 2015 ha ricevuto il Google Award come preferred Partner in Italia.

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