Le domande più comuni sul metodo Google Design Sprint

06/03/17 13.43 / Di Gennaro Polito

Immagino tu abbia ancora molte domande sul metodo Sprint, su come si possa gestire, a quali aziende si possa applicare, quali prodotti possano essere prototipati in tempi così rapidi…

Per aiutarti a risolvere questi e altri dubbi, ho raccolto alcune delle domande più frequenti che riguardano lo Sprint. Buona lettura!

 

D: Gli Sprint richiedono carichi di lavoro elevati?
R: No. Lo Sprint richiede circa 35 ore di lavoro per ciascuno dei partecipanti. Il metodo è pensato in modo che il team sia riposato durante le sessioni così da dare il meglio.
Si ritorna a casa per cena.

Chi partecipa allo Sprint dovrà recuperare molto lavoro?
È difficile trascorrere 35 ore di lavoro in uno Sprint e riuscire a portare a termine anche il lavoro “normale”, ma dato che le giornate di Sprint durano dalle 10 alle 17 (o più in generale 8 ore), i partecipanti hanno la possibilità di lavorare ad altro di mattina.

Gli Sprint funzionano nel caso di grandi aziende?
Sì. Nelle grandi aziende può essere più difficile per il Decider e altri esperti trovare tempo da dedicare allo Sprint: in tal caso bisogna essere sicuri che possano partecipare almeno durante il primo giorno e che il Decider deleghi un altro decision maker che possa partecipare tutti i giorni.

Gli Sprint funzionano per prodotti hardware?
Sì. La sfida più grande in questo caso sarà prototipare.
Una tecnica che puoi usare per creare un prototipo hardware in un giorno: modificare o creare
on top di un prodotto esistente, anche se incompleto.
Usa la stampa 3D o altre tecniche di fabbricazione rapida per prototipare il tuo prodotto da zero. In alternativa crea una versione “di facciata”, in modo da permettere ai clienti di simulare la reazione al tuo prodotto.

Gli Sprint funzionano per [inserisci un prodotto o servizio veramente difficile da prototipare]?
Certamente, ma è necessario adottare il mindset per la prototipazione, che si può riassumere nei seguenti quattro principi:

  1.  Puoi prototipare qualsiasi cosa
  2. I prototipi sono usa e getta
    Non prototipare qualcosa che non sei disposto a buttare.
  3. Crea il necessario per imparare
    Il prototipo deve servirti a rispondere ad alcune domande, quindi mantieni il focus.
    Non hai bisogno di un prodotto perfettamente funzionante, ma di una versione con la quale i clienti possano interagire.
  4. Il prototipo deve apparire realistico
    Per avere dei risultati veritieri durante il giorno di test, non puoi chiedere ai clienti di usare l’immaginazione. Il prodotto deve risultare reale, così come lo saranno le reazioni dei clienti.

 

Gli Sprint possono funzionare anche per le no profit?
Proprio come le startup, le no profit hanno grandi sfide da affrontare e risorse limitate.
La definizione di cliente target può essere diversa, ma le domande su aspetti quali il fundraising, le public relation, e i servizi alla comunità possono trovare risposta mediante la prototipazione e il test su clienti reali.

È possibile condurre uno Sprint se i membri del team non sono nello stesso luogo?
Forse. Uno Sprint con persone che non sono fisicamente nella stanza è complicato.
Si può riuscire a includerli nel momento di confronto con gli esperti o per assistere ai test dell’ultimo giorno con una videoconferenza, ma risulta difficile permettergli di dare un contributo alle altre fasi delle sessioni.

Posso condurre lo Sprint da solo?
Non aspettarti gli stessi risultati di uno Sprint condotto in team.
Anche se ci sono casi in cui è stato fatto con successo, adattando alcune tecniche.
Ad esempio puoi impostare un timer e forzarti a cercare diverse soluzioni ad un problema. Prototipa le tue idee per rispondere a domande specifiche prima di continuare il progetto.

Si possono organizzare Sprint da uno, due o tre giorni?
Non è raccomandabile. Forzando i tempi delle sessioni probabilmente non riuscirai a completare la prototipazione e il test, o lavorerai con orari assurdi e finirai per esaurirti.
Entrambe le situazioni non sono proprio la ricetta per ottenere buoni risultati.

E invece uno Sprint di quattro giorni?
Se il team ha esperienza con gli Sprint da cinque giorni, potresti riuscire a comprimere le attività dei primi tre giorni in soli due. In ogni caso, non dovresti comprimere le attività di prototipazione e test, ma dedicare un’intera giornata a ciascuna.

È possibile usare parti del processo di Sprint senza condurne uno completo?
Sì. Per una sfida complicata, usa uno Sprint completo, ma considera che le tecniche di tale metodo possono essere utili anche in altri contesti.
Se devi prendere una piccola decisione durante un meeting, usa la tecnica
Note-and-Vote.
Se, invece, ti senti frustrato a causa dei problemi, prova a usare la tecnica delle note “
How Might We”. Se stai parlando di soluzioni astratte, crea un Four-Step Sketch per renderle concrete.
Qualunque meeting può beneficiare di un timer e un Facilitator che raccolga le note su una lavagna.
Inoltre, puoi condurre interviste ai clienti in qualsiasi momento, con un prototipo, con un prodotto reale, o anche senza alcun prodotto: in ciascun caso, imparerai qualcosa.

Il test dell’ultimo giorno è un focus group?
Un “focus group” è composto da circa dieci clienti che discutono un’idea insieme contemporaneamente.
I focus group sono affetti dalle peggiori dinamiche di gruppo: i timidi non parlano, i loquaci parlano troppo, i venditori fanno pitch, e l’opinione del gruppo che spesso non riflette le reali sensazioni dei partecipanti.
Per fare un confronto, il test dell’ultimo giorno comprende interviste
one-to-one e l’osservazione delle reazioni dei clienti. In queste interviste, puoi credere a ciò che vedi.

È possibile condurre il test dell’ultimo giorno in remoto, tramite telefono o videoconferenza?
Sì, ma è richiesta una particolare attenzione, in quanto questo tipo di intervista è più complessa da condurre. Dovrai impegnarti per coinvolgere il cliente, e la tecnologia presenta un’altra sfida. Non vuoi sprecare tempo prezioso per il setup di un software per la videoconferenza, quindi è bene inviare prima dell’intervista una guida dettagliata per guidarlo nel setup.

È possibile testare il prototipo con meno di cinque persone?
No. Dopo quattro interviste con i clienti, solitamente è difficile riconoscere dei pattern comportamentali. Cinque è il numero perfetto, come spiegato da Jakob Nielsen, uno dei pionieri della User Experience, in un paper del 1993. Nel corso della sua carriera, Nielsen ha condotto migliaia di interviste a clienti, che lo hanno portato a chiedersi: quante interviste sono necessarie per individuare gli schemi comportamentali più importanti?
Così Nielsen analizzò 83 dei suoi lavori precedenti di interviste e analisi di prodotto e il risultato fu sorprendente: l’
85% dei problemi emergevano dopo sole 5 interviste.

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Fonte: Nielsen Norman Group

 

È possibile testare con amici e parenti?
No. Puoi affidarti ai risultati dei test solo quando intervisti clienti che corrispondono al profilo della tua Customer Persona. Anche se i tuoi amici e parenti avessero tali profili, emergerebbe un ulteriore problema: possono essere affetti da bias.
Nel tuo test, stai cercando reazioni sincere da parte di clienti reali, e tali reazioni non possono essere confrontate con quelle di persone che conosci.

Dovrei intervistare i clienti anche prima di uno Sprint?
Sì! So quanto possa essere difficile trovare il tempo per condurre le interviste prima di uno Sprint, ma se riesci, questo tipo di “pre-ricerca” aiuta a partire con un’idea più chiara e definita del contesto. È particolarmente utile se parti da zero e non hai una conoscenza approfondita dei tuoi clienti o di come usano il tuo prodotto o servizio.


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Topics: User Experience

Gennaro Polito

Scritto da Gennaro Polito

Laureato in Ingegneria Gestionale con una tesi sul ruolo del crowdfunding come modalità di validazione di mercato e supporto alle startup, e spinto da una forte passione per l’innovazione e i modelli di business digitali, è Project Manager di Guanxi e supporta i clienti ad affrontare il percorso di Digital Transformation.

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