Digital Building Blocks | Blog

Outplacement, la ricollocazione grazie alla Digital Transformation

Scritto da Alberto Giusti | 14/08/17 11.03

Ecco. È successo. Ma tu lo sapevi già da tempo. L'azienda dove lavoravi stava andando male da anni, ma hai sperato fino all'ultimo (irrazionalmente) che "qualcosa" cambiasse. In realtà quello che sta continuando a cambiare è il mondo intorno. Molto velocemente. Non cambiava solo l'azienda dove lavoravi. Però ti hanno lasciata a casa facendoti beneficiare di un servizio di outplacement. Probabilmente questa è l'opportunità migliore che ti è capitata negli ultimi anni. Hai l'occasione di fermarti e accorgerti del fatto che il mondo è cambiato e quella azienda che oggi ti ha licenziato, probabilmente non esisterà nei prossimi 10 anni (come scrivevo in "Perchè un manager non dovrebbe usare il Digital": "I leader di mercato cambiano sempre più velocemente. 89% delle aziende che erano nella lista Fortune 500 nel 1955 non lo sono più nel 2015. A questi ritmi nei prossimi 10 anni il 40% di tutte le aziende della lista Fortune 500 spariranno a beneficio di nuovi entranti che avranno capito meglio i tempi in cui fanno business").

Probabilmente farà la fine della Mivar ( Mivar da leader di mercato in Italia a “Regalo la mia Fabbrica”. Meglio cambiare o fallire? Ma tu no! Tu hai avuto l'opportunità di usufruire di un budget per formarti sulle nuove competenze digitali. Non farti abbindolare... non è nulla di così difficile. Ci riescono i ragazzini, figurati una manager con esperienza. Bisogna però volerlo fare e non nascondersi dietro gli stereotipi della resistenza al cambiamento.

Per vedere l'outplacement sotto la giusta ottica dobbiamo risalire alle sue origini.  È un termine di derivazione inglese poiché importato dagli Stati Uniti dove è stato coniato intorno agli anni '60. Per primo fu utilizzato dall'ente spaziale della Nasa che aiutò migliaia di dipendenti provenienti dal concluso progetto "Apollo" a rientrare nel mercato del lavoro. Infatti l'outplacement si presenta come un servizio che la National Aeronautics and Space Administration offrì per favorire la riqualificazione e il ricollocamento in differenti contesti aziendali degli individui in cerca di lavoro. Lo so che la tua vecchia azienda non è la NASA, ma consideralo di buon auspicio e sfrutta l'occasione. La ricollocazione in azienda è possibile diventando il mediatore culturale che consentirà al top management di capire i nuovi paradigmi. Magari assumendo prima una posizione di temporary manager ed in seguito la qualifica di Chief Digital Officer.

 

Prima regola: osservare

Non ignorare che nel tuo settore ci sono delle cose che succedono. Il fatto che tu non le capisca, appunto, non è necessariamente una buona indicazione del fatto che siano sbagliate: è che devi capire dove vanno realmente.

Nel 2007 Steve Balmer, allora amministratore delegato di Microsoft, intervistato in merito all’iPhone affermò: «Five hundred dollars? Fully subsidized? With a plan? That is the most expensive phone in the world. And it doesn’t appeal to business customers because it doesn’t have a keyboard, which makes it not a very good email machine. There’s no chance that the iPhone is going to get any significant market share. No chance.». Il fatto che un manager nella sua posizione, con un punto di visibilità privilegiato, non abbia capito il potenziale del modello di business dello smartphone, ha fatto sì che il colosso di Redmond rimanesse fuori dai giochi e ora paghi uno scotto non indifferente. Peraltro, dopo che nel 2008 aveva affermato di voler restare per altri 10 anni, dal 2014 non è più amministratore delegato di Microsoft. Quando si è dimesso il titolo Microsoft è salito in Borsa.

Lo scenario è completamente cambiato. A fronte dell’inarrestabile processo di Digital Trasformation in atto, le aziende devono fare i conti con la necessità di operare radicali trasformazioni nel modello di business, organizzativo e prima di tutto culturale. Siamo nel mezzo della II Rivoluzione Digitale, un periodo storico caratterizzato dalla sempre maggiormente diffusa consapevolezza che il mondo oggi viene cambiato dalla digitalizzazione dell’informazione in ogni settore. Le opportunità maggiori sono in quelli dove non è ancora arrivato il cambiamento; dove manager con anni di esperienza e un occhio proiettato al futuro (ed il tempo per farlo) possono esserne artefici, ispirandosi a ciò che è successo in industry limitrofe alla propria.

 

Non basta cercare di rendere i canali di vendita più digitali e interattivi, formare il proprio team all’utilizzo di social technology o assumere la società di consulenza che mi voglia vendere l’ennesima piattaforma digital interna, che i miei colleghi difficilmente useranno, non chiamandola più intranet, bensì con le ultime buzzword del momento: Platform, APIs Business Model, Open Platform etc. È necessario sapere leggere le direzioni del proprio business e dei business «confinanti». Capire cosa vorranno in futuro i miei clienti (sempre più in una logica di servizio e meno di prodotto) e sapere effettuare scelte tecnologiche finalizzate al business di domani: lavorare su innovazione che gli utenti vorranno usare quando l’innovazione sarà «finita», non quando ci si inizia a lavorare. Chi può farlo se non una manager con esperienza, il tempo per documentarsi e la voglia di dimostrare che si può essere artefici del cambiamento e non subirlo?

 

Un servizio di outplacement si esplicita in 5 fasi successive:

 

- Assessment (autodiagnosi/bilancio delle competenze)

Certo. Bisogna passare da un esame di coscienza dei propri talenti. Salvo scoprire che sono tanti e con una "spolverata" digital possono anche essere molto rari. Mi è capitato di suggerire ad un Istrutture Sub che aveva trovato questo modo per "sbarcare il lunario" quando era stato licenziato come progettista meccanico di sistemi di automazione industriale, di conseguire le certificazioni di Google Adwords (gratuite online) perchè sapevo di una azienda italiana produttrice di sistemi di profondità (camere iperbariche tc.) che non riusciva a trovare persone esperte di meccatronica e competenti di digital marketing. L'azienda le voleva assumere immediatamente per la gestione della nuova divisione aziendale nata in seguito all'esplosione delle lead che stavano arrivando da tutto il mondo (incidentalmente l'istruttore sub parla anche inglese e francese oltre l'italiano). Per quanto di nicchia il tuo talento oggi può trovare una collocazione se condito in salsa digital.

 

- Formazione

Dopo l'esame di coscienza forse ti sei resa conto che qualche area di possibile approfondimento c'è. Magari proprio in quell'ambito Digital dove oggi ci sono tante opportunità. E finalmente ora hai il tempo per farlo. Ti consiglio di iniziare dalla presenza all'evento di Digital Building Blocks più vicino a te e dalla lettura di Guida per Manager nell'era digitale: Il metodo Digital Building Blocks.  

 

 

- Preparazione degli strumenti di marketing (personal branding, profilo Linkedin, contenuti qualificanti)

No. Mi spiace. Il Curriculum Vitae non serve più. Finito. Morto. Ora chi sei lo dice internet. E se non lo dice, non sei. Per cui inizia a lavorare al tuo profilo Linkedin (più connessioni hai e più sarà "vero" tutto quello che hai scritto, perchè mica vuoi "bruciarvi la faccia con chi conosci.... invece sui CV si scrivevano molte cose vere solo a metà). E se scrivi articoli o contenuti che dimostrino la tua competenza (meglio ancora se un libro) riuscirai a qualificarti senza bisogno del "passaparola" di amici e conoscenti (che è tanto bello e utile quanto non governabile).

 

- Ricerca attiva sul mercato

Dopo aver messo in piedi gli strumenti per farti trovare, cerca attivamente le opportunità migliori. No... non cercando tramite annunci di lavoro, bensì chiedendo consiglio alle persone che commenteranno i tuoi articoli su linkedin o sul tuo blog (non è rocket science la competenza per iniziarlo). E presidiando, meglio se come relatrice, quegli eventi dove si esplori l'innovazione nel tuo settore. In ambito innovazione è avvantaggiato chi ha molta esperienza nell'industry e un mindset "aperto" per riuscire a capire le opportunità delle nuove tecnologie e saper strutturare i nuovi business model (chi credi lo saprà fare? un ragazzino che magari ha lavorato solo un paio di anni nel settore?)

 

- Reinserimento

A questo punto sei pronta per ricominciare. Ma dalla porta principale e con le giuste motivazioni. Oltre ai giusti strumenti. Magari addirittura ad intraprendere un'avventura imprenditoriale. Si, perché il mito dei giovani startupper di successo è ... appunto... un mito, come puoi leggere in questo articolo Why Great Entrepreneurs Are Older Than You Think.