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Le aziende italiane e la Digital Transformation nel 2017: l’analisi dei risultati della Digital Health Rate Survey

Scritto da Gianluca Toscano | 04/12/17 13.15

 

Come già citato negli articoli precedenti, il Digital Health Rate nasce per rispondere all’esigenza delle aziende di avere un modello di analisi dei dati in grado da un lato di fornire inizialmente l’input per disegnare una traiettoria proiettata verso la digital transformation e dall’altro uno strumento per l’autovalutazione ed il monitoraggio del proprio modello di business digitale.

Elaborato e sperimentato in ambito aziendale, il DHR è stato somministrato ad un campione significativo di PMI, descrivendo una Panoramica generale del livello medio di digitalizzazione delle aziende appartenenti al territorio italiano.

Essendo un modello la cui struttura si compone di vere e proprie variabili, risulta somministrabile a qualsiasi tipologia di azienda e organizzazione pubblica o privata, pertanto l’analisi dei risultati ottenuti non è stata segmentata in base al settore di appartenenza, alla dimensione o alla natura giuridica.

In relazione al numero di aziende intercettate, l’analisi ha prodotto una serie di risultati indicativi che possono essere applicati al fine di descrivere la situazione digitale media delle imprese italiane:

  • Il 98,1% ha mostrato un elevato grado di consapevolezza sull’importanza di implementare una mentalità volta all’innovazione digitale
  • Il 91% ha almeno programmato una strategia digitale
  • L’84,2% del Senior Management intervistato prevede di investire nel breve periodo per lo sviluppo di un business digitale

Inoltre l’86% del campione utilizza risorse esterne per la gestione delle funzioni digitali, facendo outsourcing per l’implementazione di una digital strategy e solo il 33,6% possiede internamente competenze idonee a supportare i processi digitali.


Quanto sono digitalizzate le diverse dimensioni delle aziende italiane?

Per quel che concerne l’utilizzo dei digital tools, i risultati mostrati nel diagramma (Figura 1) evidenziano come il CRM venga impiegato solo dal 50% del campione di aziende analizzato. Significativi sono anche i dati relativi ad alcune piattaforme digitali: l’80% degli intervistati utilizza l’email marketing, il 52% fa uso di strumenti per la digital analytics, mentre solo il 48% possiede piattaforme di digital project management.

Relativamente allo stato di digitalizzazione dell’Area Marketing, i dati ottenuti indicano mediamente una mancanza di approfondimento dei canali digitali e delle relative strategie omni-channel che renderebbero più efficaci ed efficienti le azioni volte al marketing aziendale.

Dall’andamento dei risultati mostrati nel sottostante diagramma (Figura 2) la bilancia pende decisamente a favore dei canali tradizionali: l’89% fonda il proprio marketing sulle Public relations, l’87% si affida al Passaparola e il 76% utilizza le Fiere di settore per l’acquisizione di nuovi clienti. In controtendenza è da notare che solo il 29% del campione fa affidamento sul telemarketing.

I canali digitali maggiormente utilizzati sono invece Social ed email marketing con il 73%.

Sempre in ambito marketing, i risultati hanno mostrato un dato molto significativo per quanto riguarda le strategie di lead generation: addirittura il 56,5% delle aziende intercettate non è a conoscenza di dati come Marketing Qualified Lead e Sales Ready Lead. Una percentuale così alta è sintomatica del fatto che, mediamente, le aziende italiane,  da un lato monitorano poco le esigenze dei clienti, e dall’altro non curano adeguatamente le fasi di lead nurturing finalizzate a trasformare i contatti acquisiti in veri e propri clienti.

Come vengono gestiti i Digital Analytics dalle aziende italiane?

Dalle risposte del campione il 66,3% delle aziende intervistate effettua il monitoraggio e l’analisi dei dati: se il 33,7% non monitora i dati digitali, il 29,7% del campione analizza i dati esclusivamente tramite sistemi di reportistica, il 13,9% monitora i dati digitali solo a livello quantitativo, il 15,8% utilizza piattaforme per il monitoraggio dei dati digitali e per il tracciamento di alcune metriche, ed infine solo il 6,8% ha definito un piano di misurazione, monitora i dati digitali e utilizza dashboard per il processo decisionale.

Un interessante risultato è quello relativo al monitoraggio delle metriche aziendali: l’83% del campione intercettato infatti ha evidenziato una totale assenza di misurazione delle performance del proprio business attraverso indicatori chiave innovativi o digitali, preferendo ancora il calcolo di KPI tradizionali o addirittura nessun tipo di monitoraggio.


Più nello specifico, un dato emerso molto significativo riguarda alcuni indicatori di performance:

  • Il 26,6% utilizza il CAC (Customer Acquisition Cost), metrica che consente di calcolare il costo medio che un’azienda spende per acquisire un nuovo cliente
  • Il 44,7% monitora il CLV (Customer Lifetime Value), metrica che permette di misurare il potenziale profitto che potrebbe generare un individuo nel periodo di tempo in cui resta in contatto con l’azienda
  • Il 30% utilizza il CRR (Customer Retention Rate), metrica che valuta la fedeltà del portafoglio clienti nella relazione con l’azienda

 

Al termine di questa analisi pare evidente come il livello di digitalizzazione medio delle aziende italiane confermi che il Paese si trovi al di sotto della media europea e continui ad interpretare l’impatto del digital ancora come un rischio e non come un’opportunità da cogliere, così come già spiegato ed approfondito nel precedente articolo.

In definitiva i dati emersi indicano che mediamente per le aziende italiane, il percorso di digital transformation è ancora lungo. Si manifesta, tuttavia, una crescita nella consapevolezza dei benefici e dei vantaggi competitivi che un percorso volto alla digitalizzazione può portare all’interno del proprio business. Andrebbe, forse, radicata nella mentalità del management l’idea che trasformare la propria impresa, è qualcosa che va al di là della semplice introduzione di nuove tecnologie, ma equivale invece a ripensare i modelli di business, l’organizzazione e le metodologie aziendali.

E tu…come valuti il grado di digitalizzazione della tua azienda?