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Disruption Digitale: non un rischio ma un’opportunità da cogliere

Scritto da Gianluca Toscano | 23/10/17 11.27

 

Cos’è la digital transformation? ...A questa domanda rispondiamo sinteticamente con la definizione di McDonald P. e Rowsell-Jones A. : “La DT è un insieme di cambiamenti tecnologici, culturali, organizzativi, sociali, e manageriali che interessa l’impresa moderna e permette un miglioramento globale del suo assetto, in primis degli aspetti legati al business”.

Poche semplici parole per esprimere un fenomeno che oggi corre ad una velocità di crociera quasi incontrollabile e che presto diverrà parte integrante di ogni organizzazione.
Ogni settore aziendale, infatti, senza fare eccezioni, si troverà a dover affrontare, prima o poi, un certo grado di disruption digitale, raggiungendo un bivio in cui i modelli di business digitali diventeranno non solo uno strumento per imporsi sulla concorrenza, ma un vero e proprio tema di sopravvivenza.

La questione allora non è più se l’impatto arriverà, ma quando.

Facciamo ora una breve digressione e analizziamo il panorama europeo relativamente al contributo che il digital fornisce al PIL.
Al comando della “classifica” illustrata in figura 2 troviamo il Regno Unito con il 10%; segue la Svezia che registra un contributo pari al 6,9% imponendosi su Olanda (6,6%), Francia (5,5%) e Germania (5,4%). Per quanto riguarda l’Italia, il contributo fornito dal digitale in termini di PIL è al di sotto della media Europea (5%), registrando solo il 4%.

 

Questa analisi estratta dal report “Digital Europe di McKinsey Global Institute analysis” mostra come la mentalità aziendale europea (e quella italiana in particolare) resista ancora fortemente al cambiamento, continuando a concepire questo forte impatto della digitalizzazione ancora come un rischio e non come un’opportunità non solo di rinnovamento ma di vera e propria crescita.

 

Ti starai chiedendo allora… cosa dovrebbe fare oggi la mia azienda per restare competitiva?

 

Nella sua teoria evoluzionistica, Charles Darwin affermò che “it is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent. It is the one that is most adaptable to change”. Ne deduciamo le caratteristiche di un’azienda che oggi vuole imporsi sul mercato: flessibilità, adattabilità, capacità di cambiare e innovare la propria mentalità e la propria struttura. Capacità cioè di adattarsi al mondo circostante, anticipando il cambiamento con approcci non più reattivi ma proattivi.
Per poter cambiare allora devi sapere non solo come ma anche cosa cambiare: il primo passo per poter intraprendere un percorso volto alla digitalizzazione della tua azienda dovrà quindi essere quello di analizzare il livello di maturità digitale di ognuno dei principali blocchi aziendali. Una scansione dettagliata basata sull’analisi dei dati è di fondamentale importanza per capire quali siano gli aspetti da mantenere perché congrui con il processo innovativo, e quali invece quelli “to disrupt”, ovvero da cambiare radicalmente. 

Partire con il piede giusto ti permetterà di essere già a metà dell’opera poiché non tutte le organizzazioni hanno la necessità di lavorare allo stesso modo su ognuno dei blocchi aziendali con approcci volti a rivoluzionare completamente i modelli di business.

 

Per iniziare a muoverti nella direzione giusta, hai bisogno innanzitutto di definire il punto di partenza, ovvero dove si trova la tua azienda digitalmente parlando, così da poter costruire una strategia ad-hoc per il tuo tipo di business.
Lo strumento di elezione utile ad effettuare questo passo è il DHR (Digital Health Rate) sviluppato con la metodologia Google Sprint (Leggi: Metodo Sprint).
Analizzando centinaia di aziende italiane alle quali è stato somministrato questo modello di analisi dei dati per la valutazione del loro grado di digitalizzazione, è infatti emersa l’esigenza di avere proprio un modello come questo in grado da un lato di fornire inizialmente l’input per costruire una traiettoria di digital transformation e dall’altro uno strumento per l’autovalutazione ed il monitoraggio del proprio modello di business digitale.

Restare ad aspettare l’impatto non serve: non importa quanto tu sia indietro nel percorso di trasformazione, non importa se ancora non hai definito una digital strategy... c’è tempo e modo per recuperare, per vivere il cambiamento senza subirlo.